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Gli "antichi mestieri", come rappresentazione di un paese, delle sue
piazze e delle sue campagne, dei suoi uomini e delle sue donne, dei
suoi ritmi e delle sue stagioni. E delle sue genti, con le loro
abitudini ed i loro gerghi.
Antichi mestieri di uomini custodi di tradizioni e saggezza
centenaria, e soprattutto mastri delle proprie professioni. Lavori che a volte si sono
evoluti, in altri casi si sono aggregati, altre volte sono
semplicemente scomparsi, perdendo significati e valori della loro
arte e spesso nascondendo momenti di vita drammatici nella loro
povertà.
Di certo Olevano è ben lontano dalle realtà delle grandi
metropoli come Salerno e Napoli raccontate dai grandi scrittori. Tra
le mille figure sociali, il secolo scorso offre un'ampia scelta
di professioni almeno fino al secondo dopoguerra. A partire dagli anni '50, però, il rapido sviluppo industriale
impone il
pagamento del pedaggio ai nuovi tempi imposti dal progresso. Vittime
illustri saranno quelle arti che non riescono a "cambiare pelle".
Sarà così che le veloci motoseghe faranno andar in pensione i
boscaioli con l'ascia alla cintura, e non ci saranno più le lavandaie
a risciacquare i panni alle fontane. |
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