
Usanze e tradizioni: Credenze popolari
Sciò sciò ciucciùé !!...questo
verso veniva utilizzato per scacciare anticamente, anche con
l'ausilio di movimenti delle mani, persone, animali o figure
immaginarie, dalle caratteristiche negative o ritenute diaboliche.
La civetta (ciucciuett'la), è da sempre
temuta dai semplici uomini della terra. Il suo verso è
ritenuto un cattivo presagio ed è considerato di malaugurio.
Un antico detto recitava "Viat' addo
cant' e mal' addò se taramient" , cioè è bene dove è rivolta
quando canta, e male dove guarda soltanto.
Un tempo c'era l'uso arcaico di affiggere davanti all'uscio ferri di cavallo o corna di animali, ma anche di inchiodare all'ingresso una civetta o un barbagianni, un rapace insomma (colui che vigila), com'era d'uso nel medioevo con riferimento tribale e simbologico.
Personaggi avvolti nel mistero, quasi sempre
femminili, eseguivano riti medicamentosi od anche fatture. Impiastri
e filastrocche "rà maar'" facevano sparire porri,
verruche e dolori in special modo quelli ossei e muscolari come
'a sciatec' ed 'o ffuoc' e Sant'antonio
(una tipologia di herpes). Contro terribili
emicranie, dopo aver versato un goccio d'olio
in una ciotola d'acqua, mentre con le dita tracciavano alle
tempie tanti piccoli cerchietti, recitavano una incomprensibile
litania riuscendo a farle scomparire.
Inoltre, preparavano pomate contro le
scottature. Per la tosse convulsiva, decotti di
rafaniell'. Una miriade di ricette con gli ingredienti più
strani che abbinate ad un rituale indecifrabile riuscivano a
"n'gannà e mammun'" e scomparivano mal di pancia e febbre.
Oltre agli specialisti per i vari settori,
come ad esempio 'o sanapurciell' (veterinario), vi erano
le soluzioni naturali per ogni occasione.
Tisana di salvia contro il mal di testa.
Decotto di alloro contro la tosse e digestioni difficili. Foglie di
cicoria lessate contro la carenza di ferro. Cataplasma di malva
contro il mal di denti. La parietaria contro il raffreddore e il
rosmarino contro il catarro. Molte di queste ricette sono state
riprese dall'omeopatia che ne ha fatto una scienza.
Tutta la cultura dell'infanzia è funestata
da un'infinità di personaggi buoni e cattivi. Il mammon' è di per sé un
personaggio malefico nell'immaginario collettivo. Una figura scura
nell'ombra, grande e grossa ed il suo viso non si poteva vedere mai,
ed era in grado di divorare interamente un bimbo.
Questa figura veniva usata dagli adulti per spaventare o tener calmi
i bambini.
E come scordarsi di Marialonga, figura immaginaria
che veniva fuori al momento opportuno per tirare giù il bambino che
si sporgeva dalla finestra.
C’era poi "'o munaciell'",
spirito folletto, molto dispettoso, che sovente assumeva le
sembianze di un piccolo monaco, ad alimentare, turbandole, le
fantasie sia degli adulti che dei bambini. Era un’entità, in fondo
benigna, che si divertiva a fare piccoli scherzi, come nascondere
gli oggetti, rompendo piatti e altre stoviglie o sedere sul letto
del dormiente.