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Siamo sul finire del XII sec..
Le nozze tra Costanza d'Altavilla, presunta erede
al regno normanno, e Enrico II figlio di Federico Barbarossa assicurano l'ambitissimo
dominio dell'Italia meridionale agli Svevi. La palma del più famoso dei principi svevi
va' sicuramente a Federico II. Fu un genio, guerriero, letterato ed accorto uomo di
stato. La sua figura domina la storia della prima metà del XIII secolo. Ebbe un concetto
altissimo del suo potere imperiale tentando di restaurare l'antico potere, cercando di
porre le premesse per una sistemazione assolutistica dell'Italia. Molto ambizioso, si alienò le simpatie degli ecclesiastici pur di accentuare tutto nelle sue mani.
Chi si oppose tenacemente a questo progetto,
ovviamente è chi ha più da perdere: la Chiesa. Di questa lotta snervante tra le due più
grandi potenze medioevali ne risentì anche Olevano, feudo ecclesiastico. Capo del paese
era il baiulo che veniva nominato dal feudatario quindi ad Olevano dall'Arcivescovo.
Federico II mantenne il baiulo ma lo nominò lui. Pur riconoscendo la proprietà del
castello di Olevano agli ecclesiastici ne ordina l'occupazione, in quanto lo stesso
simboleggia il dominio assoluto sul feudo. LItalia tutta si divise in due
schieramenti: guelfi e ghibellini, rispettivamente sostenitori del Papa e
dellimperatore.
In questa lotta si manifestò l'attaccamento e si
consolidarono i vincoli che legavano da sempre i guelfi olevanesi con la Chiesa
Salernitana trovandosi concordi nel combattere contro l'assolutismo imperiale. |