
Il grande scisma
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Nel XIV sec. il papato e limpero, i due poteri su cui era retta la società medioevale, entrarono in crisi. Lultimo pontefice che tentò di affermare un ideale teocratico fu Bonifacio VIII, ma si scontrò con gli interessi del re di Francia, Filippo il Bello, tantè vero che alla sua morte, la sede del papato fu trasferita ad Avignone, lasciando la città di Roma, abituata a vivere sul denaro dei pellegrini, in una situazione economicamente disastrosa. La situazione critica della Chiesa precipitò ulteriormente con lo scisma dOccidente, che vide un papa francese ad Avignone ed uno italiano a Roma e con il sorgere di movimenti ereticali che si rifacevano alle tradizioni di povertà francescana e catara. In quel periodo di profonda incertezza e confusione, principi ed imperatori con il pretesto di appoggiare or luno or laltro papa si impossessano dei beni della Chiesa. Esempio classico di questa ambiguità è il corrotto re di Napoli Ladislao di Durazzo. Questi si fa concedere alcuni territori dal pontefice che dice di sostenere per poi rivenderli. Ed è questa la sorte che tocca al castello di Olevano, così come riportato nelle cronache cittadine, ceduto alla famiglia De Fusco per 1000 once di carlini dargento. Il castello verrà riscattato dalla Curia grazie allimpegno dellArcivescovo Nicola Pignatelli solo 35 anni dopo con il pagamento di 4300 ducati. Fortunatamente gli ecclesiastici consci di essere sulla strada della loro rovina e, per condannare questi movimenti ereticali indissero un concilio, a Costanza, in cui fu posto fine allo scisma con la nomina di un unico papa: Martino V.
Ad Olevano regna se non il benessere almeno la calma, in quanto il feudo è pur sempre dellarcivescovato. A parte le liti tra gli olevanesi e la Mensa attribuite alle angherie e ai soprusi veri o fittizi che fossero, di cui i registri diocesani son pieni, è assente il coinvolgimento politico col regno di Napoli. Sono gli orientamenti politici del Cardinale Fregoso che istigheranno il papa a privare questultimo della giurisdizione del castello e dei possedimenti di Olevano. Sottratto allautorità ecclesiastica, che con amore e premura lo aveva curato attraverso i secoli, il Castello comincia la sua triste e lenta agonia. Dopo otto secoli, la chiesa si priva del simbolo della feudalità di Olevano. Ma ciò che piu ci rammarica è che i futuri padroni saranno baroni di Olevano; essi faranno sentire il loro potere e graveranno con la loro autorità sui cittadini. Di certo, le famiglie che acquisteranno il Castello per diventare Signori di Olevano, troveranno la loro rovina. Il loro fallimento proprio dallacquisto del castello, come se su di esso incombesse una maledizione. Il termine "condottiero" deriva dalla parola "condotta", che era il contratto stipulato tra il principe e l'uomo d'armi
Gente
son senza freno, e mai non pensan se non di usurpare |

Durante il XIV sec.
molti comuni si trasformarono in signorie. Lascesa dei signori fu facilitata dalla
crisi militare, che vide le antiche milizie comunali sostituite dai soldati mercenari
delle compagnie di ventura, per lo piu stranieri. Con il passare del tempo, i
signori, per rendere ereditario il loro potere e per cancellarne le origini popolari
sollecitarono da imperatori o da pontefici titoli di sovranità, in tal modo le Signorie
si trasformeranno in Principati, vere e proprie monarchie ereditarie. Và ricordato
Lorenzo de Medici che fu il principale artefice della cosiddetta "politica di
equilibrio", che di fatto mantenne lItalia frazionata in tanti piccoli Stati.
Un quadro non migliore ci presenta il regno di Napoli, adesso sotto la dinastia Aragonese.
Infatti il popolo non si lascia governare e si dimostra ribelle verso il nuovo padrone,
rendendo lo stato assai fragile.