
I Saraceni
Ma un nuovo pericolo si avvicina.
L’Impero romano volgeva tristemente al tramonto, mancava solo che gli dessero il colpo di grazia. Incapaci di controllare il Mare Nostrum lasciarono via libera ai barbari provenienti dalle coste dell’Africa che si diedero alla navigazione e alla pirateria.
Centinaia di navi terrorizzavano la popolazione delle coste occidentali del Mediterraneo. Campania, Calabria, Lucania furono prede ambitissime da questi pirati.
Le genti atterrite ed indifese si rifugiarono sui monti, le città costiere come Cuma, Paestum, Velia furono abbandonate e si incominciarono a costruire fortezze nel retroterra. Le popolazioni dei territori presi di mira da queste scorrerie, sfinite ed oppresse, invocavano l’aiuto del loro naturale difensore, cioè l’imperatore.
Quando si accorgevano che egli era impotente a proteggerle, finivano per rivolgersi alle autorità che avevano più vicine (conti, marchesi, vescovi) che davano loro migliori garanzie di protezione. In questo spostamento dell’autorità dal potere centrale a quello periferico sta la principale ragione dell’avvento di quel sistema politico-sociale che sarà chiamato feudalesimo.
Il castello di Olevano è un ottimo baluardo contro i Saraceni che tennero in apprensione tutta l’Europa. Ruderi venerandi in vetta ai monti, o su rocce scoscese ed inaccessibili, ci dicono che dall’alto di quelle torri, dai merli di quei castelli, indipendentemente dai principi, il popolo difese la sua esistenza ed indipendenza.
Le popolazioni si accorsero che era impossibile resistere ai barbari sulle coste, pensarono allora di agguerrire una difesa più efficace costruendo varie linee difensive.
La linea difensiva per proteggere Salerno partiva da Capaccio e continuava sui monti. I posti più importanti furono Campagna,
Olevano, Giffoni, mentre piccoli fortilizi erano a Battipaglia, Eboli, Fuorni.
Salerno era fortificata in modo formidabile: Castello con quattro torri; una cerchia di mura con quattro porte:
Porta Nova, Porta Catena, Porta S.Nicola, Porta di Mare.
Il Castrum Olibani assolverà in pieno il suo compito: contro di esso anche nei secoli successivi si infrangerà ogni tentativo di volerlo conquistare con la forza.
Per la sua posizione è un vero nido di aquile che incuote timore e rispetto: si vedono ancora i suoi abbondanti ruderi a cavaliere tra due spaventosi precipizi costituiti da rocce inaccessibili, racchiuso tra due bastioni naturali che si ergono maestosi verso il cielo: esso è imprendibile.