
I normanni
Di conseguenza, riconosce i possedimenti della Chiesa Salernitana anche perché pregato dalla consorte Principessa Sichelgaita e cosi si esprime "...... noi sappiamo, anche per conoscenza di documenti autentici mostratici che Olevano con tutte le località limitrofe appartiene alla Chiesa Salernitana....." La perfetta armonia tra Roberto che è anche Principe di Salerno e l'Arcivescovo Alfano I, persona di grande carisma, porta Salerno e tutta la sua provincia ad un'età dell'oro e di grande benessere. Quindi Olevano resta un feudo ecclesiastico anche se i possedimenti della chiesa , tra cui il castello di Olevano e la cripta dell'Angelo, (questo è un periodo in cui ricorre spesso nei documenti storici il continuo richiamo al castello ed alla grotta), vengono molestati dall'altro figlio di Errico III d'Altavilla, Guglielmo che in seguito desiste per timore della scomunica papale. Ma il più illustre principe normanno fu Ruggiero II . Questi unificò nelle sue mani le conquiste fatte dallo zio Roberto che comandava la Campania e la Sicilia, e quelle fatte dal padre Ruggero I che aveva conquistato la Puglia. Dimostratosi abile e diplomatico riuscì ad ottenere il titolo, da Papa Innocenzo III, di Re di Sicilia nel 1139. Lo stato normanno raggiunge il massimo fulgore sotto tutti i punti di vista: politico, sociale, artistico e culturale. Genti raffinati ed intelligenti, i signori normanni parlavano anche larabo ed il greco e incoraggiavano la presenza di studiosi provenienti da tutto il Mediterraneo. Ma il declino fu ancora più rapido dell'ascesa in quanto il figlio di Ruggero, Guglielmo detto il "Buono" non ebbe le doti per conservare quanto ereditato dal padre e dallavo Roberto. Alla deficienza di ingegno si unì la mancanza di figli, si pregiudicò lo sviluppo dell'Italia meridionale e di Olevano che del regno normanno era la "Perla".
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