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Se la situazione nelle due parti d'Italia era molto diversa, l'aria politica
e il risentimento popolare che vi si respirava, era assai simile.
Nel sud liberato i partiti antifascisti dovevano collaborare con Badoglio e
con la monarchia, rimandando alla fine della guerra ogni decisione politica;
nel nord, in mezzo alle bande partigiane il clima era più acceso e uguale
era l'insofferenza tanto verso il fascismo come verso la monarchia sua
complice e verso i generali come Badoglio, che dal fascismo avevano avuto
allori e promozioni.
I tedeschi combattono ma si ritirano. La 10a Armata
tedesca del generale Von Vietinghoff ripiega verso l'Italia centrale e si attesta
sulla linea del Volturno. Giunti al fiume Volturno
infatti l'avanzata degli alleati si blocca.
Gli eserciti alleati iniziano a fare i conti con un
terreno molto impervio, con un maltempo incessante; ma
sopratutto trovano a fronteggiarli alcune delle più
agguerrite unità dell'esercito tedesco, asserragliate
dietro a linee fortificate. La principale di queste
linee era denominata linea Gustav. Gli
anglo-americani impiegheranno sei mesi per sfondare
questa barriera.
Il presidente americano Roosevelt si allea con Stalin; la guerra è
ora combattuta tra Germania e Giappone contro U.S.A,
U.R.S.S. e Gran Bretagna.
Il generale
inglese Eisenhower alla guida delle truppe
anglo-americane sbarca in
Normandia il 6 giugno 1944 ("il giorno più lungo")
ed avanza nel territorio francese. A est le truppe
sovietiche liberano Polonia, Romania, Bulgaria e
Ungheria.
La liberazione dell'Italia del
Nord avviene nell'aprile del 1945, quando la
Germania era a pezzi. Mentre l'offensiva alleata
scattava sugli Appennini verso il Po, Bologna,
Genova e Torino si liberarono del giogo
nazifascista. Mentre Milano insorgeva il 25 aprile
(data ch'è oggi solennizzata come Festa della
Liberazione). Mussolini, in fuga
verso la Svizzera, viene catturato e giustiziato.
Gli inglesi sbarcano in Grecia, i partigiani di
Tito liberano la Jugoslavia. Il 2 maggio
1945 Hitler si suicida e nei giorni seguenti la
Germania firma la resa incondizionata. La guerra in
Europa è finita. Il Giappone, dopo la capitolazione della Germania, resiste da
solo contro gli americani. Il presidente Truman, che
ha sostituito Roosevelt, ordina di sganciare due
bombe atomiche: il 6 agosto Hiroshima e il 9 agosto
Nagasaki sono completamente distrutte. Il 2
settembre 1945 il Giappone firma la resa
incondizionata.
Dopo sei anni esatti termina la seconda guerra mondiale.
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