Gli etruschi

Frammenti di vita che si leggono in cocci e pezzi, ci portano sulle tracce di uomini dell'era Neolitica e del Bronzo. E' chiaro che un gruppo di famiglie abbia fatto uso della grotta di San Michele Arcangelo per proteggersi e trovar riparo, ma non si è certi se si tratta di un luogo stabile o di una transumanza stagionale. La presenza di buona acqua e di ottima selvaggina apre le strade a qualsiasi ipotesi, ma di certo non si tratta di un popolo bellicoso, ma dedito piuttosto alla pastorizia. L'unione di questa gente con i popoli sabellici che conoscevano l'uso dei metalli: ferro, rame e bronzo, fece terminare un'era preistorica indicando una nuova via.
Dobbiamo attendere l'arrivo delle raffinate civiltà Etrusca prima e Greca poi, per dare inizio al vero periodo storico della nostra terra.

Non si sa’ da dove e ne quando, sulla costa del Tirreno comparvero gli Etruschi, di sicuro essi hanno avuto una grande influenza sulla civiltà di Roma e dell’Italia tutta. Non esistette mai uno stato etrusco unitario, questo popolo fu sempre diviso in città indipendenti e spesso rivali tra loro. L’unico legame che unisse le varie città era costituito dalla religione: per il fatto di avere un culto in comune alcune città di riunivano in leghe.
La Toscana e il Lazio costituiscono la zona in cui troviamo gli Etruschi dai tempi più antichi, ed è da questa zona che essi partirono per espandersi. Non si tratta di un’espansione organizzata (come sarà più tardi quella romana), ma di incursioni disordinate da parte di singole città o di bande irregolari di avventurieri e predoni.
Si ha notizia dell'esistenza lungo le rive del fiume Tusciano di uno stanziamento di colonizzatori etruschi "Tuscianenses" che separava due aree distinte di influenza politico-commerciale. La presenza di un centro abitato è associata alla guarnigione militare che vigilava sul fiume, controllava le costruzioni adibite a posti di rifornimento per le cavalcature e i loro conducenti.

Il nome Tusciano, le necropoli ritrovate, sulle sue rive, la situazione viaria, testimoniano che la presenza degli Etruschi ad Olevano fu molto appariscente.
Si noti che sulle rive del Tusciano erano presenti strade di grande traffico che collegavano la zona picentina con quella interna, il raccordo tra la via Appia e la Popilia, e la Popilia stessa il cui tracciato si riconosce nel percorso che da Olevano, Montecorvino, Fuorni, Giffoni, si sviluppa sempre a ridosso dei castelli e dei fortini.<