Il cristianesimo

La religione romana era diventata un puro culto esteriore. Le persone colte trovavano le risposte alle loro domande nei libri dei filosofi, ma il popolo non sapeva dove trovare una risposta e la cercava nei riti nuovi venuti dall’Oriente e nelle credenze magiche. Fra le molte religioni che si diffusero a Roma ci fu il Cristianesimo. Nata in Palestina per la predicazione di Gesu Cristo, la religione cristiana si era ben presto diffusa per l’opera dei discepoli di Cristo: gli Apostoli. Le comunità cristiane, entrarono ben presto in urto con le autorità dello stato romano, fino al punto che gli imperatori scatenarono repressioni contro di loro. Il motivo principale delle persecuzioni anticristiane è da vedersi nel rifiuto da parte dei Cristiani ad onorare l’imperatore come un dio, il che era ritenuto una ribellione alle leggi dello stato. Durante gli anni in cui l’Impero e la società romana andavano disgregandosi i cristiani riuniti in comunità (dette Chiese da una parola greca che significa appunto "comunità"), davano un esempio di rettitudine di vita, capace di attrarre sempre di più le anime degli uomini, applicando il comandamento di Cristo che esigeva di amare ed aiutare il prossimo "con carità fervida e operosa".

Verso i cristiani Costantino dimostrò molta simpatia, tant’è vero che divenne cristiano egli stesso. L’unica sua colpa fu quella di trasferire la capitale da Roma a Bisanzio, che in suo onore si chiamerà Costantinopoli, abbandonando l’Occidente al suo destino quando nuove forze premevano ai confini dell’impero: erano i barbari.