I barbari

<< Sconfitti i Romani, cosa altro esisterà se non guerre di tutti i popoli tra di loro? Con ottocento anni di disciplina e di fortuna ha messo radici questo organismo, "l’Impero Romano", che non può essere sradicato senza la rovina di chi lo sradica >> (Tacito)

I barbari erano in maggioranza germanici che cercavano terre più fertili per vivere. Queste genti a poco a poco assorbirono qualcosa della civiltà romano-cristiana con cui erano in contatto. A partire dal III sec., penetrò in mezzo a loro il cristianesimo, sia pure attraverso la forma eretica dell’arianesimo. Verso la metà del IV sec., l’Impero fu sottoposto ad una pressione insostenibile da parte di questi barbari; ciò accadde perché alle loro spalle si faceva sentire la spinta di una feroce popolazione mongola, quella degli Unni, i quali, dopo aver abbattuto l’impero cinese, si erano messi in movimento verso l’Europa.

L’impero fu salvato momentaneamente da Teodosio, abile generale spagnolo. Con lui il Cristianesimo divenne la vera religione di stato, mentre veniva vietata ogni altra forma di culto. Alla sua morte, Occidente ed Oriente si separarono nuovamente. L’Occidente si dimostrò assai debole e fu subito invaso dai barbari che formarono tanti piccoli regni. L’Italia stessa diventa uno di questi regni quando Odoacre s’insedia nella capitale Ravenna finché non fu abbattuto da Teodorico. Quest’ultimo, tentò di far convivere pacificamente Romani e Goti, ma le differenze di tradizioni e religioni tra Latini e Goti erano troppo distanti. Nell’altra metà dell’impero, quello d’Oriente, saliva al trono Giustiniano che intendeva recuperare il dominio dell’Occidente barbarico e che, a questo proposito, combatteva in Africa contro i Vandali e in Italia contro gli Ostrogoti, che venivano battuti a Gualdo Tadino. Tutta l’Italia era ormai sotto il regno bizantino. Massima gloria dell’imperatore Giustiniano fu la promulgazione del Corpus iuris civilis (Corpo del diritto civile) compilato da un collegio di giuristi sotto la direzione di Triboniano che riorganizzò le leggi esistenti che erano troppe e spesso in contrasto tra loro.
Fin dall’inizio del cristianesimo vi sono stati alcuni uomini che si allontanavano dai luoghi abitati per una vita di solitaria contemplazione: gli eremiti. Più tardi vennero organizzate le prime comunità di monaci. Il monachesimo trasse origine da S.Benedetto, che fondò una comunità monastica che si basava non solo sulle preghiere, ma anche sul lavoro. I monasteri benedettini furono gli unici centri di vita economica ed intorno ad essi si raccolse la popolazione delle campagne. Anche Olevano ebbe il suo convento dedicato a S.Vincenzo di cui ancora oggi è possibile ammirare i ruderi. Un aspetto importante è quello culturale: i monaci si diedero pazientemente a ricercare testi antichi ed in particolare copiarono migliaia di libri. Furono in pratica gli unici custodi della civiltà antica, durante i secoli bui che seguiranno.