
Società e cultura: Teatro al Borgo Valle
La rassegna nell’antica Borgata Valle di Olevano sul Tusciano,
Terra natia di storici e religiosi, rivive con il teatro. “Teatro al Borgo” nel luogo che diede i natali allo storico Salernitano Carlo Carucci e al religioso e studioso Giacinto Carucci.
La due giorni è un appuntamento con l’arte teatrale organizzato dall’Associazione
Medioevale di Valle che ha lo scopo di riprendere una parte storica del
paese e della storia locale altrimenti destinata ad un lento ed
inesorabile abbandono.
La scorsa estate, nella suggestiva
piazzetta del Borgo è andata in scena “… e non lo sa ancora”: una commedia
esilarante di Orazio Cerino: un’opera un po' particolare che alterna gags
e battute esilaranti a puri momenti di riflessione, servendosi di un
pizzico di magia, di persone più o meno fisiche e molto astratte, che
riescono con concretezza nel loro intento.
L’opera è stata rappresentata
dalla “Compagine teatrale” di Giffoni Valle Piana, regia di Orazio
Cerino.
Nel secondo appuntamento, la tradizione del teatro Napoletano
ha rivissuto nella commedia “Non ci resta che ridere” scritta dall’autore
partenopeo Gianfranco Gallo. Si tratta di una commedia scritta per
ridere della gente che predica bene e razzola male nella più classica e
viva tradizione del teatro Napoletano. L’opera viene rappresentata dalla
compagnia “Gabbiani” di Baronissi, regia di Matteo Salsano.
NOTE STORICHE
Carlo Carucci (1873/1951) ha scritto diverse opere sulla
storia Salernitana. Fu direttore della scuola tecnica di Salerno,
pro-preside del liceo Torquato Tasso e direttore dell’archivio storico.
Carucci è stato eletto sindaco di Olevano e più volte consigliere dello
stesso paese e della città di Salerno. Tra le sue opere si ricordano: il
Codice Angioino, la Bagliva di Olevano, Don Ferrante San Severino e la
Provincia di Salerno dai tempi più remoti al tramonto della fortuna
Normanna. Carlo Carucci durante la Seconda Guerra Mondiale, proprio
dalla borgata dov’era rifugiato, scrisse il diario “La battaglia di
Salerno vista dalla borgata Valle di Olevano sul Tusciano” (1943):
volume che rievoca l’evento bellico nella Piana del Sele e che si fregia
di una prefazione dell’onorevole Giovanni Cuomo. Ha scritto, inoltre,
“Un feudo ecclesiastico nell’Italia Meridionale” (1937).
La stessa casa ha dato i natali al canonico Giacinto Carucci
(1848/1928). Il religioso studiò prima nel seminario arcivescovile di
Salerno, poi alla Badia di Cava e in ultimo a Napoli. Ordinato sacerdote
nel 1872 insegnò poi nel seminario di Salerno. Nel 1885 collaborò al
giornale “La buona novella” fondato dall’arcivescovo Laspro e nel 1897
fu nominato direttore del giornale “Il Buon Senso”. Pubblicò il libro
che fu molto lodato “Le lezioni del Breviario Salernitano intorno a S.
Matteo” e nel1909 il volume “Ippolito di Pastena”. La Borgata ha dato i
natali anche al canonico Arturo Carucci, direttore della cattedrale di
San Matteo. La Borgata Valle, costruita su antiche tracce medioevali, è
l’ultimo caseggiato della frazione Salitto che si incontra in direzione
della frazione capoluogo, Ariano. Il nome “Valle” è legato alla
posizione geografica rispetto al Castello longobardo.