
Sapori e tipicità: Le ricette contadine
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Antiche ricette della tradizione contadina meridionale sono spesso ottenute con ingredienti poveri, sempre presenti nelle cucine rurali, e utilizzando verdure selvatiche e componenti d'avanzo che non andavano mai sprecati. Spesso si condivano con sale grosso, per poterne sgranocchiare qualche grano con abbondante vino. E' improprio parlare di cucina tipica olevanese in quanto la stessa è soggetta all'influsso di tutta l'area dei picentini ed anche a quella partenopea e cilentana. |
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E' l'amore per il piccolo orto ad insaporire anonime verdure in piccoli
capolavori della gastronomia verde: lattuga, radicchio, peperoni, melenzane,
broccoli di "Natale", cavolfiori, "friarielli"... Per ogni stagione c'è un
ricco e sontuoso banchetto naturale, che si affianca ai piatti principali, a
volte dominandoli.
La differenza consisteste nella fragranza dei prodotti e la scelta dei piatti
ricade su quelli che meglio portano in risalto i sapori degli ingredienti di cui
possiamo vantarci.
Così come altre derivazioni tipiche del luogo vengono offerte da noci,
nocciole, fichi, pomodori,
funghi chiodini, che restano vincolate ad un uso strettamente
privato senza mai ritrovar riscontro in un realistico scenario commerciale. Il
dato più certo è la presenza nelle dispense di moltissime famiglie, in special
modo di quelle agricole, di interi reparti dei più svariati e succulenti
prodotti. E' ovvio che la storia ha inciso profondamente sulla gastronomia che
sintetizza elementi greci, romani, bizantini, arabi, normanni, provenzali,
spagnoli, francesi e, nel caso della pasticceria anche austriaci. Una grande
ricchezza culturale, quindi, che ha trovato terreno fertile in altrettanta
abbondanza di materie prime. |
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E come dimenticare la mozzarella, squisitissima. La migliore
che si possa trovare, ricavata dal latte di bufale allevate nella piana del Sele
e del Tusciano: si scioglie in bocca, lasciando un delicato sapore di
latticello, ed è sublime, tagliata a fettine insieme ai polposi pomodori
del luogo e ad alcune foglioline di profumatissimo basilico.
Discorso a parte meritano le ricette di dolci prelibatissimi, tramandate da intere generazioni: la pastiera (un invulcro di pasta frolla,
impastata con uova, zucchero, cannella, canditi, chicchi di grano o di riso, acqua di fiori d'arancio e ricotta), il croccante, il babà,
le sfogliatelle (di pasta sfoglia o frolla a seconda della versione, riempita con ricotta fresca, frutta candita, cannella, vaniglia o
altro). Fra le altre specialità il sanguinaccio (a base di sangue di maiale, cioccolato e zucchero), le zeppole (ciambelle
fatte con strutto, uova e farina lievitata) e gli struffoli (palline profumate all'arancia e al limone, fritte insieme a canditi, in uno
sciroppo di miele e zucchero).
che vengono spesso accompagnati dal limoncello,
delicato liquore che si gusta come aperitivo o digestivo. Oppure al nocillo, potente digestivo preparato con le noci ancora verdi che la
tradizione vuole si raccolgano nella notte di San Giovanni.