Sapori e tipicità: Gastronomia rurale

Gli olevanesi sono buone forchette ed amanti della cucina mediterranea. Osti e pizzaioli hanno trasportato le migliori ricette nella ristorazione. Differente per forza la cucina contadina da quella casareccia delle osterie dove comunque la pizza fa da padrona. Il consiglio migliore è quello di lasciarsi guidare "dall'oste" nella scelta dei piatti, soprattutto si ha la garanzia che si tratti di ingredienti freschi e genuini, dove se non prodotti di persona, vengono forniti da piccoli coltivatori locali.
Non è semplice creare una lista o menu dei migliori piatti, poiché ogni massaia come ogni bravo ristoratore ha i suoi segreti, una preferenza ed una particolare bravura nella riuscita di alcune pietanze.  Sempre ed in ogni caso, si farà uso del buonissimo olio extravergine di Olevano, della mozzarella di bufala e di vaccino, dei pomodori San Marzano e dei tantissimi prodotti che non solo la terra sulle rive del Tusciano, ma tutta la provincia di Salerno offre.
Da questi prodotti, più quelli freschi dell'orto (fave, melanzane, zucchine, carciofi, broccoli e pomodori a grappolo) che grazie ad un particolare microclima
sono disponibili per molti mesi all'anno, nascono alcuni piatti che dalle tavole umili delle case di campagna sono passati ai ristoranti diventando il simbolo della
riscossa gastronomica.

Tutta la provincia di Salerno è un'area a completa vocazione agricola. Alla base di questa ricchezza vi è la propizia combinazione di elementi naturali: la natura del terreno, la continua alternanza tra valli, colline e montagne, il sempre percepibile influsso del mare, la ricchezza di acque, un territorio prevalentemente collinoso, seppur con pianure alluvionali e montagne. La regione vanta innanzitutto una produzione ortofrutticola di grande pregio: al primo posto c’è il pomodoro, nelle diverse produzioni, come quello di inarrivabile qualità per il sugo e le conserve come il San Marzano, a quello da insalata. Vengono poi le patate, i cavolfiori, i peperoni, le cipolle, i carciofi di Paestum,  i piselli e i fagioli. Altrettanto importante è la coltivazione della frutta, dalle pesche prodotte soprattutto nelle campagne delle province di Salerno, alle mele fra le quali sono ricercate quella Annurca dei Picentini. Seguono le albicocche, le ciliegie, le prugne, le noci  e le nocciole tonde di Giffoni che alimentano buona parte delle fabbriche di torroni di tutta Italia. Le nocciole di Giffoni sono classificate DOP dall’UE. La varietà dei prodotti della terra comprende le castagne dell’Irpinia, i funghi raccolti un po’ dovunque, i tartufi neri.
Altrettanto interessante è il settore zootecnico. Se la Campania accoglie l'80% dei bufali italiani, una buona percentuale è dislocata nella pianura tra il Tusciano e il Sele che, con una consistente quota di vacche, alimentano una produzione casearia di tutto rispetto. I formaggi campani sono famosi, a cominciare dalle mozzarelle di bufala e di mucca del Salernitano; vengono poi i pecorini del Matese e dell'Irpinia, la ricotta, i caprini insaporiti talvolta da pimpinella o altre erbe, le scamorze, le provole. Notevolissime anche le produzioni di vino e di olio. L'allevamento del maiale determina una vastissima produzione di prosciutti, semplici e affumicati, soppressate, capicolli, insaccati in gran parte caratterizzati dalla presenza del peperoncino.
Secondo il professor Corrado Barberis, uno dei massimi esperti di sociologia rurale e di produzioni agroalimentari tipiche, sono ascrivibili alla Campania 12 produzioni tipiche di pane, 24 formaggi, 7 salumi e 23 conserve alimentari (5 ittiche, 8 di verdure, 10 di frutta).
Con l'agriturismo ?possibile scoprire una provincia salernitana ancora intatta: dalle spiagge, che per larghi tratti conservano caratteristiche naturali e permettono di godersi il mare in modo spontaneo, alle attrazioni artistiche dei centri minori, che si inseriscono spesso in un quadro ambientale di inattesa bellezza; dall'architettura rurale spontanea al Parco regionale dei Monti Picentini.