Religione e folclore: Via Crucis vivente

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Già nel 1960, il Venerdì Santo, nella frazione di Monticelli, con una rudimentale croce di legno addossata al Cristo si percorrevano le vie del paese, tra suggestive ombre e luci dei ceri che si creavano lungo le strade delle contrade Cortile, Costa e Cappella. 
Nella semplicità dei gesti, emergeva la partecipazione più viva di quell'antico dolore fino al 1970 quando per la prematura morte del parroco don Angelo Del Grosso, la Via Crucis fu interrotta.

Un paio d'anni dopo, due ragazzi, Pasquale Cicatelli e Carmine Attanasio, allora sedicenni, giocando nel salone parrocchiale, scorsero l'esistenza dei vestiti accantonati dai vecchi organizzatori, e con l'aiuto del prof. Raffaele Talamo e il beneplacito di don Silvio Capone, la Via Crucis Vivente fu riproposta ottenendo ampi consensi.

 

 

 

 

Era la spinta giusta per  gli organizzatori che con l'aiuto e l'entusiasmo dei ragazzi del Circolo Giovanile Parrocchiale diedero inizio ad un ambizioso progetto di sviluppo che si è via via evoluto negli anni.

 

 

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