Saga dei briganti a Cannabosto

La saga di Nardantuono è indubbiamente uno degli appuntamenti più suggestivi che accompagnano il percorso storico- culturale ed eno-gastronomico del programma regionale Ebbri di Briganti, rievocazione storica che si svolge nei mesi estivi, ad Olevano sul Tusciano, nella frazione di Salitto, alla località Cannabosto.

Si tratta di una coinvolgente rappresentazione in costumi d’epoca con oltre cento personaggi, tra cui moltissime comparse del posto in uno dei luoghi tipici della “cupa, disperata, nera epopea” del mondo contadino meridionale.

E' la storia di un episodio drammatico con il rapimento di un sacerdote e la sua successiva liberazione da parte dei Carabinieri, l’epos banditesco con il processo e la fucilazione dei briganti, la dimensione scenografica naturale unica nel suo genere della grotta dell’Angelo.
Essa  presenta uno stretto cunicolo, ancora oggi quasi inaccessibile, da cui si accede in un‘altra grotta, situata sul monte Raione, lunga 200 mt e detta di Nardantuono, covo inespugnabile del famigerato brigante, interpretato, nella saga, dal vigile urbano Francesco Caiazzo.

Nei Picentini, il brigante ritorna nei racconti che gli anziani tramandano ai bambini o nelle storie di rapimenti, avvistamenti, appostamenti che pure avvennero e che, nella seconda metà dell’800, caratterizzarono le vicende di queste contrade. Chi li vide ne tratteggiò i costumi; chi fu giocoforza trattenuto ne descrisse le abitudini, le consuetudini, e l’aura controversa che li avvolgeva si stemperò, a volte, nell’eccezionalità dellagesta compiute, come quelle di un eroe del mito.
Avvenne al tramonto di un giorno di gennaio del 1864, nei pressi del Borgo di Faiano (Pontecagnano), il rapimento di un giovane chierico picentino; in una tarda sera d’ Ottobre dell’anno successivo, nei pressi dell’impianto industriale Wenner a Fratte (Salerno), fu sequestrato Fritz ed i suoi.
Due rapimenti eccellenti: il secondo più importante del primo, non per il “bottino” o il riscatto, ma perché i protagonisti scrissero e pubblicarono le memorie di quegli avvenimenti, infoltendo la letteratura nazionale ed internazionale con giudizi tra morale e “furor” romantico dell’epos brigantesco diventando “descrittori”dei nostri luoghi e costumi.

Il rapimento di Fritz Wenner ebbe pubblicate due versioni, nel 1866 e nel 1894; quello del prete Olivieri diventò “una storia che pare un romanzo” nel 1897, descrivendo le loro avventure sullo scenario dei Monti Picentini.
"Ebbri di Briganti": le storie, i luoghi ed i sapori del Brigantaggio picentino, nasce da qui.
Il direttore artistico dell’evento, realizzato in collaborazione con il Coordinamento delle Pro Loco picentine “Picentia Turismo” e con la Pro Loco di Olevano sul Tusciano, è Giuseppe Strafella, con la regia di Immacolata Volzone.

Durante le serate sarà possibile degustare le prelibate specialità picentine.
Per informazioni rivolgersi al presidente di “Picentia Turismo” Pietro D’Aniello telefonando al 339.1055023.

“Ebbri di Briganti” è un progetto che poggia sulla presenza delle Città d’Identità del Sistema Turistico  Locale “ I Picentini” (Pontecagnano Faiano, Montecorvino Pugliano, Montecorvino Rovella, Giffoni Valle Piana, Giffoni Sei Casali, San Mango Piemonte, Castiglione del Genovesi, Acerno, San Cipriano Picentino ed Olevano sul Tusciano) che accoglieranno manifestazioni ed appuntamenti volti a valorizzare il territorio e le sue peculiarità storiche, culturali ed enogastronomiche.