La sfilata dei dodici mesi

alla memoria del Prof. Egidio Poppiti 

Il tipico Carnevale dei Poveri di Olevano sul Tusciano, è caratterizzato da rievocazioni di antiche tradizioni con sfilate di carri allegorici, di mascherine, canti e balli, raggiunge il culmine nell'ultima domenica, giorno in cui si svolge la famosa Sfilata dei Mesi in groppa agli asini.
Addobbati con costumi variopinti ed originali, il giorno delle Ceneri, sfilano per i vicoli e le stradine dei quartieri più antichi delle frazioni del paese.
Alla fine dei festeggiamenti si celebra il Funerale di Carnevale.
Una corteo di maschere, guidato da Quaresima, accompagna Carnevale portato a spalla su una scala. Egli ha in bocca della salsiccia perché è morto a causa del troppo mangiare e bere. Dopo la sfilata un vescovo e quattro preti celebrano il funerale, mentre il defunto viene fatto bruciare nel fuoco di uno dei numerosi falò che fanno da cornice all'intera manifestazione.
I "ciucci" rappresentano i dodici mesi dell'anno e la vita semplice e genuina che i contadini del posto conducevano in un passato.
Recuperata anni fa, dal compianto prof. Egidio Poppiti, l'antica tradizione viene riproposta ogni anno dal Club Eureka in collaborazione con la Pro Loco.

Il padre dei dodici mesi:
Io sono il Padre dei dodici figli:
tutti e dodici a me assomigliano!
E se è vero che voi mi amate
fatevi avanti e presto cantate!
rit.
"E me ne vado contento e felice:
vedete mio figlio cosa vi dice!"
Io sono Gennaio rigido assai
a tutti quanti reco dei guai
e per la troppa tramontana
vado vestito di lana !
rit.
"E me ne vado contento e felice:
vedete mio fratello cosa vi dice!
Io sono Febbraio, che freddo porto
il viver mio è troppo corto
e percio' cammino zoppo!
Io sono Febbraio, che freddo porto
rit.
"E me ne vado contento e felice:
vedete mio fratello cosa vi dice!"
Io sono Marzo sventurato
mai carne ho mangiato
Ho mangiato sempre insalata e pesce fritto
dei miei fratelli sono il piu' afflitto!
rit.
"E me ne vado contento e felice:
vedete mio fratello cosa vi dice!"
Io sono Aprile tutta gentile!
Tutti gli alberi faccio fiorire,
tutti gli uccelli faccio cantare
giovani e vecchi faccio rallegrare
rit.
"E me ne vado contento e felice:
vedete mio fratello cosa vi dice!"
Io sono Maggio di bello aspetto,
a tutti quanti reco diletto
porto fiori vicino al cappello
dei miei fratelli sono il più bello!
rit.
"E me ne vado contento e felice:
vedete mio fratello cosa vi dice!"
Io sono Giugno che mieto tutto:
mieto il grano e colgo la frutta!
E per troppa mia abbondanza
ne faccio riempire una stanza!
rit.
"E me ne vado contento e felice:
vedete mio fratello cosa vi dice!"
Io sono Luglio caloroso:
sotto le foglie non trovo riposo!
Che delizia nei boschetti
a sentir il canto degli uccelletti!
rit.
"E me ne vado contento e felice:
vedete mio fratello cosa vi dice!"
Io sono Agosto caldo assai
il lieto fresco non trovo mai!
E perciò sono caloroso
solo nei bagni trovo riposo!
rit.
"E me ne vado contento e felice:
vedete mio fratello cosa vi dice!"
Io sono Settembre che colgo l'uva
prima acerba e poi matura!
E per fare il mosto bello
e per riempire sta Varricchiella!
rit.
E me ne vado contento e felice:
vedete mio fratello cosa vi dice!"
Io sono Ottobre tutto cortese
a qualche bimbo fò le spese!
Della vendemmia sono il padrone:
nella campagna nessuno è poltrone!
rit.
"E me ne vado contento e felice:
vedete mio fratello cosa vi dice!"
Io sono Novembre il prediletto
dei miei fratelli: uccido il porchetto!
I bravi morti fò ricordare
faccio far loro dei funerali!
rit.
"E me ne vado contento e felice:
vedete mio fratello cosa vi dice!"
Io sono Dicembre che ho l'onore
di veder nascere "Nostro Signore"
poi faccio allegria
con capitone e pasticceria!
rit.
"E me ne vado contento e felice:
vedete mio padre cosa vi dice!"
Il padre dei dodici mesi: Vi ringrazio mie cari figli
dell'onore che mi avete dato!
Augurate a questi signori:
MILLE ANNI DI FELICITA'

coro: FELICITA'
Caremma

La Quaresima
è una sagoma di paglia con le sembianze di una vecchia vestita di nero. Nella tradizione popolare la Quaresima rappresenta la moglie del Carnevale e compare sulle terrazze delle case, quando le festività carnevalesche sono finite e quindi il marito può dirsi morto.
Le Quaresima fanno così capolino quando inizia la Quaresima, quel lungo periodo di astinenza e penitenza che precede le festività della Pasqua.
Esse reggono tra le mani il fuso e la conocchia, simboli della laboriosità e del tempo che trascorre ed ha ai suoi piedi un'arancia nella quale sono conficcate sette penne, una per ogni settimana di astinenza e sacrificio che precede Pasqua. Quando sarà rimossa  verrà bruciata.
Il fuoco purifica e rigenera realizzando così un nuovo ciclo destinato a ripetersi negli anni.