Dal parco di S.Michele all'Acqua buona
nel regno del merlo acquaiolo

La prossima tappa consiste nell'individuare i posti più suggestivi seguendo il tratto del fiume Tusciano.
merlo acquaioloSi esplorerà il regno del merlo acquaiolo, molto simile al comune merlo ha il petto di colore bianco, vive ai bordi di torrenti montani  e raramente scende in pianura. Si posiziona per cacciare su di un sasso vicino all'acqua, dove si getta per catturare i piccoli animali di cui si nutre.
Questa è certamente la zona più bella del fiume e di tutta la valle per cui l'escursione sarà necessariamente articolata.  

C'è la possibilità di usufruire di un altro tragitto a questo percorso. L'alternativa che qui proponiamo s'incontra dopo aver lasciato la provinciale che da Montecorvino Rovella conduce ad Acerno, all'altezza del cartello segnaletico dell'allevamento trote da Tiberio, dove una strada stretta, ma asfaltata, costeggia il Tusciano e dopo qualche chilometro ci conduce alla presa dell'Enel appunto in località Acqua buona.

Per coloro che vogliono vivere la natura il posto d'incontro è ancora una volta il Ponte dell'Angelo presso il Parco San Michele e si può partire seguendo l'alveo del fiume fino all'Acqua buona, avendo cura di munirsi di stivali adatti.

L'itinerario si snoda tra montagne ininterrotte, coperte di verde, che il fiume divide in due parti, incutendo un timore reverenziale per quella poderosa espressione della natura.

Ponte dell'Angelo

Lucherino


Seguendo il letto del fiume è possibile intravedere la trota fario che con un guizzo và a nascondersi ed incontrare qualche pescatore che va ad insidiarla.
Osserviamo il salice bianco che raggiunge i 15 metri e il salice rosso, specie prevalentemente arbustiva con la corteccia di color porpora.

 

Il regno del merlo acquaioloSulle rive, sentinelle inamovibili sono presenti l'ontano napoletano e l'ontano nero, quà e là i pioppi bianchi svettano in alto sull'ambiente ideale del merlo acquaiolo e se si è fortunati si ha la possibilità di vedere questo uccello all'opera mentre si tuffa tra la corrente.  Spesso si sente il richiamo del lucherino, ghiotto di semi di ontano. 

Una volta raggiunta la presa all'Acqua buona, dopo aver  osservato il funzionamento e gliingranaggi della piccola e  rudimentalediga, ci si può fermare a pranzare.Al ritorno si può discendere la vallata costeggiando il monte Molaro e toppo Castelluccio attraverso un sentiero e giungere al posto di partenza. L'itinerario scelto per il ritorno al Ponte dell'Angelo è defaticante ed agevole. Imboccando una carrareccia ci si avvia con passo spedito lungo la pista.
Sembra questa, fatta apposta per andare a cavallo, abbastanza larga e lievemente in discesa.
Non è raro incontrare presenze della fauna come il moscardino, appartenente alla famiglia dei ghiri che da queste parti chiamano erroneamente "sorci rossi del nocciolo" e cercare di differenziare le diverse varietà di aceri e querce.

Quanto visto, rimarrà per molto tempo impresso nella memoria ed aiuterà a meglio comprendere la necessità di salvaguardare questi luoghi da favola