Olevano: uno scrigno di tesori

I suoi abitanti

La fisionomia di Olevano sul Tusciano dipende dallo spirito e dal carattere dei suoi abitanti.
Olevano è un paese piccolo, quieto: che rivolge all'uomo l'invito aperto ad un atteggiamento di serena contemplazione, di sensibile passività di fronte ai lusinghieri richiami del mondo che li circonda.
Quando lascia il suo ambiente, desidera subito ritornarvi: il verde degli ulivi, il canto degli uccelli, il festoso zampillio delle acque, il Tusciano con la sua acqua tersa e diafana, ricca di trote ed anguille, la Grotta, son tutte cose, o meglio affetti, che l'olevanese possiede dentro di se e alle quali difficilmente vuol rinunciare.
La casa, anche se le sue dimensioni sono ridotte, ha il focolare. La cantina, ben fornita di vino, frutto del proprio lavoro, con gli immancabili insaccati di maiale sospesi ad asciugare, non manca mai.
Accanto alla casa quasi sempre vi è un giardino, che si coltiva ad orto ad uso familiare. In esso, anche se lo spazio è poco, si coltivano con grande cura i fiori, segno di squisita sensibilità e di attaccamento ai trapassati e alla natura, perché i fiori serviranno di ornamento alle tombe dei propri defunti nei giorni di festa, quando è di obbligo per tutti recarsi al cimitero, portare i fiori e i ceri e recitare le orazioni di  suffragio.
Tra gli olevanesi vi è una simpatica antipatia; vi sono forti contrasti di carattere.
Il Monticellese con le sue presunte qualità di nobiltà e dignità personale avverte, anche se non la dimostra, una certa superiorità verso il Salittese, che e' un elemento pratico , speculatore audace, lavoratore instancabile, elemento altamente positivo, anche per la sua generosità e bontà di cuore.
L'arianese, poichè abita la frazione capoluogo, incosciamente porta dentro di se, che il suo paese è la "Capitale" ma non per questo è superbo. Ha un profondo senso religioso, un sincero senso dell'amicizia.
Se grandi sono le rivalità fra i disseminati borghi, grandissimo, smisurato, è  in tutti gli olevanesi, l'amore per il loro paese.

Tratto da "Olevano, notizie storiche e documenti" don Ernesto Iannone - 1988