
Illustri e briganti: Famiglie storiche
| Campione - famiglia | La famiglia Campione è originaria di Montecorvino Rovella. L'industriale Francesco Campione, nel secolo scorso portò la famiglia ad Olevano e vi fondò la "Cartiera". Uomo eccezionale per doti umane ed intellettuali, fu intimo amico del Primo Ministro d'Italia Francesco Crispi. Una figlia, Anna, ando' sposa al barone De Bartolomeis di Pellezzano. |
| Capone - famiglia |
C'è un fitto intreccio tra le famiglie Carucci e Capone, ma la genealogia porta
questa nobile famiglia ad una diretta discendenza dei Sanseverino. I Sanseverino sono una delle casate storiche italiane più illustri, la prima delle sette grandi Case del Regno di Napoli, che arrivò a dominare su 300 feudi, 40 contee, 9 marchesati, 12 ducati e 10 principati distribuiti soprattutto tra Calabria, Campania, Lucania e Puglia. Fra i suoi membri si annoverano cardinali, viceré, marescialli e condottieri. |
| Carucci - famiglia |
I Carucci si intestarono
baroni di Acernise, per avere il nob. Domenico Carucci di Olevano sul Tusciano
(ottavo avo di D. Emilia Carucci)
ereditato dalla moglie Caterina de Sio la quarta parte del feudo di Acernise, in
territorio di Eboli, il 7 febbraio 1628,
alla quale era stato concesso dal padre che l’aveva acquistato da Donato
Corcione per atto del notaio del Grosso di Olevano. E' una delle famiglie più antiche di Olevano, e precisamente del rione Valle di Salitto. |
| Carucci Giacinto |
Nato ad Olevano nel 1848. Sacerdote canonico e Metropolita di Salerno, ha
collaborato al giornale "La Buona Novella" e diretto il giornale "Buon Senso" e
scritto vari libri. Morto a Salerno nel 1928 lasciando un nome onorato come
sacerdote, educatore e studioso. Tra le sue opere: • S. Gregorio VII a Salerno; • Le lezioni del Breviario Salernitano intorno a S.Matteo... • Ippolito di Pastena; (In questo libro rappresentò le tristi condizioni sociali ed economiche del salernitano nella metà del secolo XVIII e le ripercussioni che si ebbero a Salerno dalla rivolta di Masaniello). |
| Carucci Carlo |
Nato ad Olevano il 27.12.1873 e morto a Salerno il 29.9.1951. Professore ed
insigne storico. Conseguì la laurea in lettere presso l'università di Napoli. Fu insegnante di storia e poi direttore della scuola tecnica di Salerno e in seguito pro-preside del liceo Tasso sempre in Salerno. Direttore dell'archivio storico salernitano e più volte amministratore di Olevano sul Tusciano e poi eletto sindaco. E' stato sepolto a Salerno nel recinto degli uomini illustri. Il comune di Salerno ha intitolato una strada in memoria del suo nome. Tra le sue tante opere ricordiamo le principali: • Codice angioino del XIII secolo; • Codice angioino del XIV secolo; • La Bagliva di Olevano sul Tusciano: •Olevano, un feudo ecclesiastico nell'Italia meridionale; • Don Ferrante Sanseverino, principe di Salerno; • La provincia di Salerno dai tempi più remoti al tramonto della fortuna Normanna; • La Chiesa Maggiore di Salerno; • Un Comune nel Mezzogiorno; • Gli studi nell'ultimo cinquantennio Borbonico; • La guerra del Vespro alla frontiera del Principato. |
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Nobildonna Emilia Carucci Capone |
Figlia dello storico del meridione nob. Prof. Carlo Carucci, autore tra l’altro
del Codice Diplomatico Salernitano e sorella di Monsignor Arturo Carucci, storico anch’egli, prelato d’onore di Sua Santita’. Donna Emilia Carucci Capone era nipote di Sua Eminenza Monsignor Raffaele dei nobili Capone (1829-1908), direttore dei monasteri di Salerno, vescovo di Muro Lucano e assistente al soglio pontificio, a cui venne dedicato un monumento funebre nella cattedrale di Muro Lucano, e del nob. don Cristoforo Capone (1820-1899), chirurgo della Real Marina borbonica, medico personale del re Ferdinando II e chirurgo di camera di Francesco II di Borbone, che accompagno’ nella fuga a Vienna la principessa Maria Immacolata di Borbone, sorella di Francesco II, moglie dell’arciduca Carlo Salvatore d’Asburgo-Lorena e segui’ il sovrano nell’esilio, rimanendo a Parigi fino al 1882. Venne insignito della croce dell’Ordine Costantiniano da Ferdinando II, della commenda dell’Ordine di Francesco Giuseppe e di quella dell’Ordine di San Gregorio Magno da Papa Pio IX. La nob. Donna Emilia Carucci Capone discende anche dalla famiglia dei baroni Denza, feudatari di Olevano sul Tusciano, per il matrimonio del suo quinto avo, il magnifico Francesco Carucci (n. 1700) con la nob. Donna Giovanna dei baroni Denza di Olevano e dalla famiglia di Torquato Tasso per il matrimonio del nob. Donato Capone con la nob. D Dianora Tasso, della famiglia del sommo poeta, avvenuto nel 1711. |
| Carucci Arturo | Figlio del Professor Carlo, nacque in Olevano. Direttore del museo arcivescovile di Salerno. Autore di pregevoli pubblicazioni ed in particolare sulla "Grotta di S. Michele di Olevano sul Tusciano" . |
| Denza - famiglia |
Nobile ed antica famiglia napoletana, i cui esponenti ricoprirono importanti
cariche pubbliche ed incarichi ecclesiastici. Il loro stemma: Un pino con fronde
verdi con attorno un serpente, Il tronco di color marrone è intersecato da
un'obliqua color rosa. Un ramo di questa famiglia ottenne nel '500 in feudo vasti territori in Salitto e precisamente a Castagneto diventando baroni di Olevano e qui vi edificarono un maestoso palazzo. |
| Di Gaeta Ettore - Conte |
Nato a Napoli nel 1870 muore ad Olevano nel 1840. Erede di una delle più ricche famiglie patrizie napoletane. Figlio primogenito, ereditò il titolo di Conte. Fu sindaco di Olevano per circa trent'anni. |
| Ferrara - famiglia |
Antichissima famiglia i cui membri erano già ad Olevano nel XII secolo. In
questo comune ebbero possessi feudali come in altre parti della provincia. Uno
degli ultimi discendenti è il Barone Ferdinando Ferrara, principe di Strongoli,
grazie al matrimonio con la principessa Emilia Pignatelli Strongoli. In Olevano
dal secolo XIII in poi, in tutte le cariche pubbliche figura qualcuno della
famiglia Ferrara.
Nota curiosa, si trova traccia con cui, nel secolo scorso, un Ferrara abbia donato a Garibaldi 100 cavalli armati. |
| Forte - famiglia |
Nobile famiglia di origini spagnola, presente ad Olevano dalla seconda metà del
1700 e pare che il primo a giungerci fosse un colonnello dei servizi spagnoli. Un Michele Forte fu il primo sindaco del Decurionato, insediato dal governo francese-napoleonico di Napoli nel 1807. |
| Forte Giovanni |
Nominato podestà nel periodo bellico più difficile dal dicembre del '40 al
settembre del '43, cioè fino allo sbarco alleato a Salerno. Esistono suoi manoscritti, discorsi e poesie in napoletano e in lingua italiana di notevole interesse culturale. |
| Moscati - famiglia |
Antica e nobile famiglia dell'avellinese. Acquistò il feudo di Olevano sul
Tusciano nell'anno 1623 e lo tenne nelle diverse successioni familiari fino
all'arrivo di Napoleone nel 1805 col titolo di Barone, che le fu concesso a
seguito dell'insediamento nel feudo di Olevano. Un componente della famiglia Moscati ospitò il grande Luigi Vanvitelli per la costruzione del palazzo familiare, che fu eretto in Salitto nel territorio ancora oggi denominato "La vigna" e chiamato "Palazzo del Conte". La baronia dei Moscati si estinse con un matrimonio di una figlia unica Luisa di don Michelangelo Moscati, con don Pietro Formosa, che per diritto ereditò il titolo ed i beni della sposa. |
| Roviello - famiglia | Antica famiglia genovese originaria della Spagna, trasferitasi in Italia nel 1400. Godette della signoria del marchesato di Genova concesso dall'Imperatore Carlo VI nel 1730 a Carlo Camillo ed alla sua primogenitura maschile. Fu inoltre insignita di vari titoli cavallereschi ed entrò in possesso di vari feudi. I Roviello presero parte ad importanti avvenimenti nella storia delle province piemontesi. |
| Tasso - famiglia | Antichissima famiglia presente in Olevano sin dall'alto medioevo. Ha annoverato uomini illustri e valenti professionisti. Un dr. Giuseppe Tasso risulta il primo sindaco con l'arrico di Garibaldi nell'ex Regno delle Due Sicilie. E' di lato materno un Teodorico Cicatelli primo sindaco del dopoguerra. Pare che la famiglia Tasso di Olevano aveva stretti legami di parentela con l'autore di Gerusalemme Liberata, il poeta Torquato Tasso. |