Convento S.Maria di Costantinopoli

1 2 3

Galleria fotografica

Alla località Salitto di Olevano sul Tusciano, incorniciato dalla quinta del Monte Castello, esistono i resti di un vetusto convento ben contrassegnato dal maestoso campanile, parte del quale è crollato in seguito del sisma del 1980. Fu edificato a partire dal 1553. L'università di Olevano spinta dai cittadini chiede all'Ordine dei predicatori di mandare alcuni frati ad Olevano e subito si compra un terreno con 30 ducati che viene donato ai domenicani che vengono ad Olevano: "Donat Ecclesiae et Monasterio Paedicatorium sub titulo Sanctae Mariae Costantinopolis in terra Olibani et terram ad Costruendum Ecclesiam". L'istrumento è redatto dal notaio Donato Del Grosso il 15 agosto 1553. L'università inoltre, si impegna a dare a frà Giacomo Domenico 100 ducati per edificare il monastero. Di questa somma 70 ducati saranno pagati durante la costruzione della fabbrica, 30 saranno consegnati per le esigenze dei frati che arriveranno


La cinta muraria e lo splendido panorama

Uno squarcio sui Monti Picentini
Presso il Convento si svilupperà un'intensa attività religiosa, divenendo lo stesso convento luogo di culto e gestione dei beni del vescovato.
Infatti molti atti ufficiali, decisioni riguardanti gli interessi della comunità e atti notarili, saranno decisi, redatti nel convento o davanti ad esso, con la presenza vigile del Priore.Nella scritta sul frontone si legge che fu costruita dal vicario Ambrosio nel 1573 "Hoc opus Vicario Fratr. (Stemma) Amb. Olib. Fuit anno Domini 1573". Da una lettera del priore dei Domenicani alla Curia Arcivescovile si ha una bellissima descrizione di quella che era la realtà del convento nel 1654: "Al presente questo convento di Olevano è uno tra i più belli della Provincia del Regno, sia per l'aria perfetta, come per il sito, per la grande fabbrica, nonchè per la devozione del popolo. Ha un chiostro assai bello, una chiesa grande, bella, restaurata ed accogliente..."
Il Convento cinquecentesco dei Domenicani viene abbandonato in seguito al decreto Regio del 14.8.1806 emesso da Gioacchino Murat re di Napoli che sopprimeva tutti i conventi con meno di dodici religiosi professi, nonostante che lo stesso potesse vantare una florida situazione economica e un consistente supporto dei fedeli.

Nel 1896 venne presentata al comune una domanda per utilizzare l'ex convento come orfanotrofio, per oscuri motivi la richiesta non venne accolta. Da allora le rovine sono state progressivamente spogliate anche se nella sua parte interna sono ancora visibili gli affreschi che ornavano le nicchie  nonostante i due secoli di abbandono.

 

1 2 3