Energia pulita: la centrale idroelettrica

Tra i primi impianti idroelettrici costruiti in Italia tra la fine dell'800 e i primi del '900, la Centrale di Olevano sul Tusciano, facente parte del nucleo idroelettrico, è stata la prima ad essere realizzata dalla SME (Società Meridionale di Elettricità) nel sud dell'Italia.
Si dava così inizio all'utilizzazione delle forze idriche nel Mezzogiorno d'Italia; promotore di tutto ciò fu Maurizio Capuano, Amministratore delegato della società. Il progetto originario è datato 1895, i lavori iniziarono nel 1901 per poi concludersi nel 1905. Olevano sul Tusciano ha una tradizione secolare in fatto di energia pulita. Una linea a 30 kV trasportava la "forza" alle industrie di Torre Annunziata.
Scaduto il vincolo per l'acqua concessa per la cosiddetta "riserva ferroviaria" (una sorta di prelazione a favore dell'elettrificazione delle ferrovie) che limitava la portata a 1.900 l/s, fu possibile installare una seconda condotta forzata nel 1924, anno in cui si sostituirono le vecchie turbine Girard con due nuove Pelton.
Nel 1934, accanto alla centrale, furono costruite una stazione elettrica ed un quadro all'aperto a 150 kV come centro di arrivo delle linee provenienti dalla Sila.
Nel 1955, fu operato un ampliamento ed un aumento di potenza.
La centrale è del tipo ad acqua fluente, con un'opera di presa ubicata sulla sponda destra del fiume, in contrada Acqua Bona del comune di Acerno con un bacino imbrifero di 80 km2.
E' costituita da uno sbarramento formato da due paratoie metalliche che deviano il fiume in un canale dissabbiatore, al centro del quale è situata una griglia verticale con sgrigliatore automatico.
L'immissione dell'acqua in galleria avviene mediante un canale dissabbiatore posto a destra dello stesso, coperto con una griglia orizzontale, da dove inizia una galleria a pelo libero lunga circa 6 km e con una portata di 4 mc/s.
Lungo il percorso della galleria erano state costruite ventidue finestre di accesso. Di queste, oggi è accessibile solo la numero quattro. Dopo tale tragitto l'acqua arriva alla vasca di carico che ha una capienza di circa 300 mc ed è ubicata a 420,37 m, da dove, fino al novembre 2000, partivano due condotte forzate, una di diametro di 1,0 m e l'altra di 0,7 m.
Nel 2001, a seguito di lavori per il rinnovamento dell'impianto, le due condotte sono state sostituite da un'unica condotta forzata avente diametro di 1,2 m, mentre la lunghezza di circa 900 m ed il salto di 280 m sono rimasti invariati, con l'ottenimento di una produzione fino a 2 Gw.
Alla fine del ciclo, le acque utilizzate, tramite un canale, vengono nuovamente restituite al corso del fiume Tusciano.

 

Come funziona


    DIGA: La raccolta dell'acqua.

    L'opera di sbarramento o diga serve a sbarrare la valle in cui scorre il fiume. Le acque non potendo più proseguire il loro corso formano un lago artificiale. Oltre alle dighe, la raccolta delle acque è effettuata mediante traverse, ossia sbarramenti di piccola entità, che realizzano piccoli invasi.

    CONDOTTE FORZATE: La discesa verso la centrale.

    Un canale a lieve pendenza conduce l'acqua in un punto più avanzato nella valle che viene chiamato vasca di raccolta verso la centrale. Di qui l'acqua viene inviata verso la centrale idroelettrica per mezzo di grosse tubature, dette condotte forzate. Si chiamano cosi, perché grazie alle fortissima pendenza, forzano l'acqua, cioè la costringono a scendere a grande velocità.
    Un sistema di questo tipo, sotto il punto di vista della continuità di servizio, è più affidabile di un sistema isolato.

    CENTRALE: Da energia meccanica ad energia elettrica.

    Arrivata alla centrale, l'acqua mette in azione una turbina costituita da una grossa ruota metallica a cui sono unite numerose pale. La turbina con il suo movimento mette in moto un alternatore a cui è collegata, e questo trasforma l'energia meccanica in energia elettrica.

    TRASFORMATORE: Intensità e tensione.

    Un trasformatore abbassa l'intensità della corrente prodotta dall'alternatore, elevandone la tensione a migliaia di volts. Giunta sul luogo di impiego attraverso linee di trasmissione, prima di essere utilizzata, la corrente passa di nuovo in un trasformatore che questa volta, alza l'intensità ed abbassa la tensione cosi da renderla adatta agli usi domestici.